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Statuto

L’ASSOCIAZIONE PER LA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA ONLUS si ispira ed uniforma la sua azione ai principi etici e ideali di seguito illustrati.

  • Premessa; Fini ideali
La tutela della salute della popolazione, l’umanizzazione, la personalizzazione e la sostenibilità dei trattamenti si basano sulla centralità del paziente nella scelta delle cure per una diversa percezione sociale della qualità di esse e dell’attenzione che le istituzioni debbono essere capaci di rivolgere al bisogno sociale di umanizzazione della Medicina, quindi per una Medicina Umanistica ancorché scientificamente fondata, cioè la Medicina Centrata sulla Persona. Si deve per ciascun essere umano ricostruire un centro di gravità diagnostico-terapeutico che prenda in considerazione la globalità dell’essere umano, vale a dire l’intrinseca unità del suo essere, il piano fisico e mentale perché è su questi livelli incessantemente interagenti che ogni essere umano si autostruttura spiritualmente come un unicum, che come tale va interpretato per essere curato. La Medicina Centrata sulla Persona consente quell’equilibrio psicofisico individuale che è la base di ogni possibile equilibrio sostenibile di qualsiasi società contemporanea e futura.

La Medicina Centrata sulla Persona è ampliamento della conoscenza e della pratica medica, quindi non solo in termini terapeutici ma soprattutto salutogenetici, per una vera sociologia della salute, per il suo carattere inclusivo e non esclusivo, per la sua valenza sistemica, quindi non meccanicistica e non riduzionistica.

Le Medicina Centrata sulla Persona è caratterizzata da una visione unitaria dell’essere senziente e del mondo, tiene in massimo conto la complessità dei fenomeni naturali, lo studio delle relazioni essere umano-ambiente e delle interazioni tra psiche e corpo, il significato dell’integrità spirituale dell’essere umano e il ruolo attivo del paziente ai fini della guarigione e del mantenimento dello stato di buona salute.

La Medicina Centrata sulla Persona riporta al centro della relazione medico-paziente la «narrazione» del paziente. Ne consegue il doveroso riconoscimento che questa narrazione reca consustanziale il «suo senso», in tutte le sue declinazioni, nel campo dell’esistenza bio-psico-spirituale del paziente.

La Medicina Centrata sulla Persona è totale, aprioristico riconoscimento e rispetto della dignità di ogni essere umano e quindi della sofferenza fisica, psichica e spirituale.

La Medicina Centrata sulla Persona è quindi anche Medicina Antropologica, che ha la salutogenesi e la sostenibilità tra i suoi fondamenti, quindi Medicina Umanistica Scientificamente Fondata.

La promozione della salute, percepita come risorsa della vita quotidiana che mira al benessere, è definita come un processo che conferisce alle popolazioni i mezzi per assicurare un maggior controllo sul loro livello di salute e per migliorarlo, e questo pone in evidenza non solo gli aspetti individuali ma anche quelli collettivi e politici che ne condizionano le caratteristiche e i mutamenti.

La promozione della salute deve portare a condizioni di vita e di lavoro sicure, stimolanti, soddisfacenti, alla protezione degli ambienti naturali e artificiali, alla conservazione delle risorse naturali. Deve consentire una valutazione sistematica degli effetti dell’ambiente sul benessere delle persone e garantire strategie e azioni mirate ad indurre cambiamenti nel singolo e nella collettività.

La promozione della salute passa quindi necessariamente attraverso l’adozione di politiche pubbliche coordinate e tese a favorire e sviluppare beni e servizi più sani, ambienti igienici e non pericolosi, cambiamenti legislativi coerenti, mutamenti nell’organizzazione sociale e ambientale.

Inoltre educazione scolastica e salutogenesi costituiscono un binomio inscindibile e il successo nella realizzazione di politiche, principi, metodi per la promozione della salute nelle scuole può contribuire in modo significativo all’esperienza educativa da parte di tutti i giovani che in queste scuole vivono e apprendono.

Sono presi in considerazione i condizionamenti ambientali che interferiscono sulla facoltà decisionale dell’individuo e che rendono difficile la messa in pratica di un percorso consapevolmente scelto per la salvaguardia della salute.

A partire da questa osservazione di fondo, la Strategia Globale rimarca la pressante necessità di un’azione coordinata da parte dei Governi, tesa a monitorare regolarmente il contesto ambientale e ad intervenire là dove si frappongano ostacoli, indipendenti dalla volontà dell’individuo, all’adozione di corretti stili di vita.

Vanno cioè create condizioni favorevoli sia perché ciascuno faccia proprio il bisogno di orientare la sua volontà verso scelte salutari sia perché non intervengano a deviare le buone intenzioni fattori esterni, non controllabili o non sempre facilmente percepibili a livello individuale.

Occorre quindi in primo luogo formare la volontà del singolo per determinare in ciascuno una propensione interiorizzata e stabilizzata ad operare scelte consapevolmente indirizzate al proprio benessere.

Perciò occorre predisporre un percorso educativo che, attraverso la conoscenza (sapere) induca comportamenti (saper fare) coerenti con un modello di vita improntato al benessere globale della persona (saper essere).

La visione del mondo, le modalità di approccio alla soluzione dei problemi, gli stili di vita che l’uomo adotta nella maturità trovano la loro matrice nella varietà delle esperienze vissute in età evolutiva, negli atteggiamenti e comportamenti che in quella fase di rapida crescita più stabilmente si strutturano nella sua personalità.

Un intervento precoce, a partire già dai primi anni di vita, rappresenta, pertanto, lo strumento più idoneo a sviluppare nelle nuove generazioni l’attenzione verso i fattori dai quali dipendono il benessere individuale e della collettività.

La famiglia in prima istanza e la scuola secondariamente, ma solo da un punto di vista temporale, non possono trascurare tra i loro compiti educativi questo ambito della formazione dei giovani: non è dato «saper essere» se la dimensione psichica non si integra con la fisicità, se al benessere della mente e dello spirito non si accompagna costantemente anche quello del corpo.

  • I principi e i riferimenti normativi
L’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS, per quanto riguarda le Medicine Non Convenzionali (Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Ayurvedica, Medicina Omeopatica, Medicina Antroposofica, Omotossicologia, Fitoterapia, Osteopatia, Chiropratica, e assimilabili) primo oggetto del suo operare, si richiama alle Leggi, Disposizioni, Direttive degli Organismi Sovranazionali quali ONU, Parlamento Europeo, ecc. e per quanto riguarda la Legislazione Nazionale a tutte le Leggi, Disposizioni, Direttive della Repubblica Italiana concernenti la Medicina in generale nei suoi vari aspetti ed applicazioni, e nello specifico le Medicine Non Convenzionali (MNC) o Medicine Antropologiche, altrimenti dette nel mondo anglosassone Complementary and Alternative Medicine (CAM), ovvero Complementary Medicine (CM), oppure Traditional Medicine dall’Organizzazione Mondiale della Sanità/World Health Organization (OMS/WHO).

L’Associazione trae la sua origine etica, ideale, storica nel “Documento di Consenso sulle Medicine Non Convenzionali in Italia” sottoscritto a Bologna il 20 ottobre 2003. All’indomani della Conferenza di Consenso sulle Medicine Non Convenzionali in Italia, in cui venne sottoscritto il Documento di Consenso, fu costituto a Bologna il 5 dicembre 2003 il Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia.

L’Associazione, in specie, nella sua azione di utilità sociale preordinata al Rispetto della inviolabilità e dignità della vita e Strategia Globale della Salute, si richiama ai principi contenuti ed enunciati in:

-  Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino (1789)

-  Costituzione della Repubblica Italiana (1948)

-  Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, ONU (1948)

-  Convenzione dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali, Consiglio d’Europa (1950)

-  Dichiarazione di Helsinki (1964)

-  Dichiarazione di Alma Ata, OMS (1978)

-  Carta di Ottawa (1986)

-  Dichiarazione sulla promozione dei diritti dei pazienti in Europa (1994)

-  Parlamento Europeo, Risoluzione sul rispetto dei diritti dell’uomo (1996)

-  Carta di Lubiana sulla riforma dell’assistenza sanitaria (1996)

-  Dichiarazione di Jakarta sulla promozione della salute nel XXI Secolo (1997)

-  Consiglio d’Europa, Convenzione per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della Dignità dell’Essere Umano nei confronti delle applicazioni della biologia e della medicina (1997)

-  Parlamento Europeo, Risoluzione n. 75 sullo Statuto delle Medicine Non Convenzionali (1997)

-  Dichiarazione Mondiale sulla Salute, OMS (1998)

-  Health21: La salute per tutti nel XXI secolo, la strategia dell’OMS per la Regione Europea, OMS (1998);

-  Commissione Europea, Directorate-General Science, Research and Development: COST Action B-4 «Unconventional medicine in Europe» Responses to the COST B-4 Questionnaire (1998)

-  Commissione Europea, Directorate-General Science, Research and Development (1998) COST Action B-4 «Unconventional medicine», Final report of the management committee 1993-98».

-  Commissione Europea, Directorate-General Science, Research and Development (1999) COST Action B-4 «Unconventional medicine», Supplement to the final report of the management committee 1993-98

-  Consiglio d’Europa, Risoluzione n. 1206, Necessità di un riconoscimento delle principali Medicine Non Convenzionali (1999)

-  Consiglio d’Europa, Raccomandazione per lo sviluppo di istituzioni per la partecipazione dei cittadini e dei pazienti nei processi di decisione riguardanti l’assistenza sanitaria (2000)

-  Legge n. 145/2001, Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei diritti dell’uomo e della dignità dell’essere umano riguardo all’applicazione della biologia e della medicina «Convenzione di Oviedo sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina» (1997), nonché del Protocollo addizionale n. 168 sul divieto di clonazione di esseri umani (1998)

-  Carta Europea dei Diritti del Malato (2002)

-  Linee Guida sulle Medicine e Pratiche Non Convenzionali, FNOMCeO (2002)

-  Linee Guida in Medicina Veterinaria Non Convenzionale, FNOVI (2003)

-  Documento di Consenso sulle Medicine Non Convenzionali in Italia, Conferenza di Consenso (2003)

-  Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa (2004)

-  Carta di Firenze (2005)

-  Parlamento Europeo, VII Programma per la Ricerca e lo Sviluppo (2007-2013)

L’Associazione in tal modo tutela, salvaguarda, promuove, studia, tramanda e applica il patrimonio culturale dei saperi e dei sistemi medici e di salute antropologici sia occidentali sia orientali, nel rispetto dell’integrità originaria e tradizionale dei singoli paradigmi e lignaggi.

  • I principi etici di gestione
L’azione dell’Associazione è inoltre ispirata al rispetto e tutela della vita e della qualità della vita, al rispetto dell’ambiente, alla cultura della sostenibilità.

L’Associazione si attiene a criteri di etica gestionale, anche intesa in termini di economicità, razionalizzazione e semplificazione ed efficienza nella conduzione organizzativa dell’associazione.

Data tale premessa, che costituisce parte integrante e sostanziale dell’atto costituto dell’Associazione, si precisa quanto segue.

  • Scopo e oggetto
L’Associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale ai sensi e per gli effetti degli art. 10 ss. del D.lgs n. 460/97.  In specie nel perseguimento dei propri fini istituzionali, l’associazione opera negli ambiti:

a)   della assistenza sociale e socio sanitaria, ai sensi dell’art. 10 co. 1 lett a) n. 1) del D.lgs n. 460/97, con l’applicazione delle Medicine Non Convenzionali o Medicine Antropologiche, quali Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Ayurvedica, Medicina Omeopatica, Medicina Antroposofica, Omotossicologia, Fitoterapia, Osteopatia, Chiropratica; e assimilabili.

b)   della beneficenza, ai sensi e per gli effetti dell’art. dell’art. 10 co. 1 lett a) n. 3) del D.lgs n. 460/97,  a favore di persone in oggettive condizioni di svantaggio economico e sociale, nonché a favore di altre ONLUS che perseguano finalità di solidarietà sociale nei settori di cui all’art. 10 del D.lgs n. 460/97, la cui azione sia compatibile con i fini statutari dell’Associazione;

c)   della tutela dei diritti civili, attraverso la gratuita attività dell’Associazione tesa a sensibilizzare la collettività sui valori cui l’Associazione si ispira, ed operare attività di divulgazione della conoscenza e della cultura del benessere, incentrata sulla centralità della persona.

Per attuare tali scopi l’associazione potrà:

1)   erogare servizi nell’ambito delle terapie proprie delle Medicine Non Convenzionali, e dei «sistemi di salute» correlati, in specie a favore di persone bisognose o altrimenti svantaggiate in relazione alle proprie condizioni economiche e/o sociali, con particolare riferimento ai bambini e alle persone anziane o affette da forme di disabilità;

2)   promuovere, organizzare, attivare e sostenere, anche economicamente, ogni iniziativa diretta ed indiretta, da parte di enti pubblici e privati che operano senza fini di lucro, orientata alle finalità sociali innanzi precisate;

3)   promuovere, e sostenere ogni iniziativa diretta e indiretta, finalizzata a favorire la tutela dei diritti del cittadino, e il progresso degli studi e delle ricerche nei vari campi di intervento delle Medicine Non Convenzionali nella Sanità in generale, anche in collaborazione con Associazioni, Enti pubblici e privati, Istituti internazionali, nazionali e locali e con Istituti Universitari in Italia e all’estero.

4)   promuovere, e sostenere, anche economicamente, ogni iniziativa diretta ed indiretta, da parte di enti pubblici e privati che operano senza fini di lucro nell’ambito della ricerca scientifica di particolare interesse sociale;

5)   promuovere, organizzare, attivare e sostenere, anche economicamente, ogni attività tesa ad operare la tutela dei diritti della persona, del diritto alla salute e alla tutela della vita e della qualità della vita, nonché la tutela dei diritti del malato, anche attraverso una diffusione, divulgazione, e informazioni delle conoscenze e delle informazioni aggiornate sull’attività di ricerca, diagnosi e cura nel campo della medicina integrativa non convenzionale.

6)   promuovere, organizzare, attivare e sostenere, attività in ambito mass – mediatico, tra cui in specie, seminari, corsi di ogni genere, manifestazioni culturali, ricerche ed attività di studio nonché mostre convegni, meeting, pubblicazioni, ed altre iniziative connesse, negli ambiti di intervento della associazione, tese a valorizzare, diffondere i valori cui l’associazione si ispira.

7)   Tra le attività connesse, in particolare, l’associazione potrà curare la pubblicazione, attraverso ogni modalità consentita dalla normativa vigente (stampa; diffusione internet; e simili), di saggi monografici, lavori, ricerche e pubblicazioni in genere, nell’ambito delle “Medicine Non Convenzionali e della Medicina Centrata sulla Persona”.

L’associazione esclude espressamente lo svolgimento di attività diverse da quelle menzionate nel presente articolo, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.

L’associazione potrà compiere le operazioni strumentali, di carattere mobiliare, immobiliare, commerciali e finanziarie, nel rispetto della normativa vigente, che saranno ritenute necessarie o utili al raggiungimento dello scopo istituzionale, tra cui in specie:

  • amministrare i beni facenti parte del proprio patrimonio, ovvero di cui abbia la disponibilità in qualità di locatrice, comodataria, usufruttuaria;
  • stipulare convenzioni, accordi di qualsiasi tipo con altri enti, tra cui fondazioni, associazioni, altri enti e istituzioni, pubblici e privati, la cui attività sia rivolta direttamente o indirettamente al perseguimento di finalità analoghe o comunque connesse a quelle dell’associazione.
Per dare attuazione ai propri scopi, l’associazione potrà collaborare con ogni soggetto pubblico o privati che ne condivida gli scopi.

STATUTO

Titolo I – Denominazione, sede e durata

Art. 1 – Denominazione

E’ costituita l’associazione avente le caratteristiche di organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) ai sensi e per gli effetti del D.lgs. n. 460/97, con la denominazione <<ASSOCIAZIONE PER LA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA ONLUS>>.

L’associazione, previa iscrizione nell’anagrafe unica delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, ex art. 11 D.lgs n. 460/97, assume nella propria denominazione, ed in ogni segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico la locuzione «organizzazione non lucrativa di utilità sociale» o l’acronimo «ONLUS».

Art. 2 – Sede

L’associazione ha sede in Bologna, via San Vitale, n. 40/3A.

Con deliberazione del proprio Consiglio Direttivo potranno essere istituite sedi operative e/o amministrative, anche altrove.

Art. 3 – Durata

L’Associazione ha durata illimitata e può essere sciolta a norma del presente statuto, alle condizioni e con le modalità di seguito indicate.

Titolo II – Scopi e finalità

Art. 4 – Finalità e scopo

L’Associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale ai sensi e per gli effetti degli art. 10 ss. del D.lgs n. 460/97.

L’Associazione prevede espressamente  il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura. L’Associazione prevede espressamente l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Nel perseguimento dei propri fini istituzionali, l’associazione opera nell’ambito della assistenza sociale e socio sanitaria, ai sensi dell’art. 10 co. 1 lett a) n. 1) del D.lgs n. 460/97, con l’applicazione delle Medicine Non Convenzionali o Medicine Antropologiche, quali Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Ayurvedica, Medicina Omeopatica, Medicina Antroposofica, Omotossicologia, Fitoterapia, Osteopatia, Chiropratica; e assimilabili.

L’associazione potrà inoltre svolgere, nei limiti ed alle condizioni previsti dal D.lgs n. 460/97:

a)   attività di beneficenza, ai sensi e per gli effetti dell’art. dell’art. 10 co. 1 lett a) n. 3) del D.lgs n. 460/97; nei limiti ivi previsti;

b)   attività di tutela dei diritti civili; ai sensi e per gli effetti dell’art. dell’art. 10 co. 1 lett a) n. 10) del D.lgs n. 460/97; nei limiti ivi previsti;

Per attuare tali scopi l’associazione potrà:

1)    erogare servizi sociali e socio sanitari nell’ambito delle terapie proprie delle Medicine Non Convenzionali e dei «sistemi di salute» correlati, a favore di persone svantaggiate in relazione alle proprie condizioni fisiche, economiche e/o sociali, con particolare riferimento ai bambini e alle persone anziane o affette da forme di disabilità;

2)    promuovere ed attuare iniziative di beneficenza, a sostegno di soggetti svantaggiati in relazione alle proprie condizioni psichiche, fisiche, economiche e/o sociali;

3)    promuovere ed attuare ogni iniziativa diretta a favorire la tutela del diritto alla salute, i diritti del malato, tutela della vita e qualità della vita.

Per attuare tali scopi l’associazione potrà collaborare, attraverso convenzioni, con altre ONLUS ed enti senza scopo di lucro che perseguano finalità analoghe e/o con enti pubblici che operino in ambiti e con finalità compatibili con quelli dell’associazione.

L’associazione prevede espressamente il divieto di svolgere attività diverse da quelle di cui all’art. 10 co. 1 lett a) del D.lgs n. 460/97, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse. Si considerano direttamente connesse a quelle istituzionali le attività accessorie per natura a quelle statutarie istituzionali, in quanto integrative delle stesse. L’esercizio delle attività connesse è consentito a condizione che, in ciascun esercizio e nell’ambito di ciascuno dei settori di attività ex lett. a) co. 1 art. 10 del D.lgs n. 460/97, le stesse non siano prevalenti rispetto a quelle istituzionali e che i relativi eventuali proventi non superino il 66 percento delle spese complessive dell’organizzazione.

Tra le attività connesse in quanto integrative dell’assistenza sociale e socio sanitaria e dell’attività di tutela dei diritti rientra la divulgazione delle informazioni aggiornate sull’attività di ricerca, diagnosi e cura nel campo della medicina centrata sulla persona.

Titolo III – Ordinamento interno e rapporto associativo

Art. 5 – Ordinamento interno – principi

L’ordinamento interno è ispirato ai principi di uguaglianza tra i soci, disciplina uniforme del rapporto associativo, libera elettività delle cariche, effettività del rapporto associativo e democraticità degli organi. E’ espressamente esclusa la temporaneità del rapporto associativo. Tutti i soci maggiori di età hanno diritto di voto e possono essere eletti alle cariche sociali.

Art. 6 – Soci

Possono essere soci dell’Associazione le persone fisiche e giuridiche che ne condividono gli scopi e le finalità. Non possono essere soci le persone giuridiche aventi scopi di lucro. Inoltre non possono essere soci gli enti pubblici, le società commerciali diverse da quelle cooperative, gli enti conferenti di cui alla legge 30 luglio 1990, n. 218, i partiti e i movimenti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni di datori di lavoro e le associazioni di categoria.

L’ammissione all’Associazione, da richiedersi per iscritto al Presidente, è deliberata dal Consiglio Direttivo. L’eventuale diniego di iscrizione deve essere in ogni caso motivato.

Le persone giuridiche sono rappresentate dalle persone fisiche all’uopo designate secondo le regole e le competenze degli organi sociali e istituzionali propri della persona giuridica socia. Con le medesime modalità la persona giuridica socia può deliberare eventuali sostituzioni.

Tutti i soci hanno i medesimi diritti e doveri. Tutti i soci possono partecipare, con pari diritti, all’elettorato attivo e passivo degli organi sociali dell’associazione.

Tutti i soci hanno l’obbligo di concorrere al sostegno economico dell’associazione e contribuire al versamento della quota associativa, nella misura e secondo i termini annualmente stabiliti dal Consiglio direttivo.

La quota associativa annuale, indipendentemente dalla data di sottoscrizione, ha validità fino al 31 dicembre di ogni anno.

Art. 7 – Domanda di ammissione

L’ammissione all’Associazione deve essere proposta per iscritto, ed indirizzata al Presidente del Consiglio direttivo dell’associazione.

I soggetti che richiedono l’ammissione a socio si obbligano ad accettare il presente statuto e si obbligano altresì a concorrere al sostenimento dell’attività dell’associazione, sia sotto il profilo materiale, partecipando concretamente alla vita associativa, sia economicamente concorrendo al versamento delle quote associative, ordinarie e straordinarie, nella misura stabilita annualmente dal Consiglio direttivo.

I richiedenti persone giuridiche, inoltre, allegano alla domanda di ammissione copia conforme del proprio statuto con l’elenco soci e la delibera dell’organo sociale competente che ha deliberato in merito alla volontà di aderire all’Associazione per la medicina centrata sulla persona, nonché la delega conferita alla persona fisica legittimata a rappresentare il socio persona giuridica nei rapporti con l’Associazione.

Art. 8 – Recesso, decadenza, esclusione

Il rapporto associativo, oltre che per il venire meno della persona fisica socio o per la sopravvenuta estinzione della persona giuridica socio, si risolve per recesso o per esclusione:

a)   il recesso è comunicato dal socio che non sia più in grado di collaborare e/o partecipare al perseguimento degli scopi sociali, ed è efficace, previa «presa d’atto» del Consiglio Direttivo;

b)   l’esclusione dell’associato può essere disposta, con delibera motivata del Consiglio Direttivo, per comportamenti del socio ritenuti contrastanti con l’etica e le finalità associative;

c)   il socio può essere altresì escluso qualora non concorra economicamente al sostegno dell’associazione, omettendo di versare la quota associativa, entro i termini previsti dal Consiglio direttivo, o in caso di morosità verso l’Associazione;

Dalla data in cui è efficace il recesso o l’esclusione, cessano tutti i diritti spettanti all’associato in base al presente statuto, da cui deriva l’impossibilità di partecipare alla vita associativa e alle attività dell’associazione, e fermo restando in ogni caso il diritto di credito dell’Associazione sulle quote associative maturate e non versate dal socio.

Il socio che cessa di appartenere all’Associazione per qualsiasi causa, non può rivendicare alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione e sulle quote o liberalità versate all’Associazione che sono, in ogni caso, non ripetibili.

Titolo IV – Organi

Art. 9 – Organi dell’Associazione

Sono organi dell’Associazione:

  • l’Assemblea;
  • il Consiglio Direttivo;
  • il Presidente;
  • l’organo di controllo, ove nominato;
Art. 10 -  Assemblea

L’Assemblea è composta da tutti i soci dell’Associazione, risultanti da apposito registro tenuto a cura del Consiglio Direttivo. Non possono partecipare all’assemblea i soci per i quali il consiglio direttivo abbia verificato una legittima causa di esclusione ai sensi del presente statuto.

All’Assemblea compete:

a)   eleggere il Consiglio Direttivo;

b)   approvare il bilancio;

c)   approvare i regolamenti associativi;

d)   approvare le modifiche statutarie;

e)   deliberare lo scioglimento della associazione.

L’Assemblea dell’Associazione deve essere convocata almeno una volta all’anno, entro il 30 giugno di ogni anno, per l’approvazione del bilancio consuntivo, per l’approvazione dell’attività svolta, e per l’approvazione del bilancio previsionale dell’anno in corso.

La convocazione è fatta dal Presidente mediante avviso scritto (a mezzo posta; telegramma; raccomandata, telefax; posta elettronica; o altri mezzi equipollenti), contenente l’ordine del giorno, da inviarsi almeno 15 (quindici) giorni prima della data stabilita per l’Assemblea.

L’Assemblea deve inoltre essere convocata quando se ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo dei soci.

In prima convocazione l’Assemblea è validamente costituita quando interviene la maggioranza dei soci. In seconda convocazione essa è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti.

Le deliberazioni dell’Assemblea sono sempre prese con il voto favorevole della maggioranza dei votanti.

Le modifiche dello statuto devono essere approvate sia in prima che in seconda convocazione con la maggioranza dei tre quarti dei soci. Lo scioglimento dell’Associazione deve essere deliberato con il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci.

Le votazioni vengono espresse in forma palese, tranne quelle riguardanti persone. Ogni socio ha diritto ad un solo voto.

Le delibere assembleari sono verbalizzate e opportunamente riportate nel libro delle decisioni dell’assemblea dei soci.

Art. 11 – Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è composto da un numero variabile di membri con un minimo di tre ed un massimo di quindici soci, compreso il Presidente, eletti dall’Assemblea, previa determinazione del loro numero. Essi durano in carica tre anni e sono rieleggibili. La durata in carica dei primi membri eletti in sede di costituzione è determinata in seno all’atto costitutivo.

Il Consiglio è convocato dal Presidente quando lo ritiene opportuno o quando ne è fatta richiesta da almeno due consiglieri. La convocazione è fatta dal Presidente mediante avviso scritto contenente l’ordine del giorno, da inviarsi almeno 5 (cinque) giorni prima della data stabilita per la riunione. In caso di urgenza il Consiglio Direttivo può essere convocato con preavviso di 2 (due) giorni.

Il Consiglio ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione che non siano riservati all’Assemblea ai sensi del presente statuto. In specie, spettano al Consiglio Direttivo:

a)     l’attuazione degli scopi dell’Associazione, e delle delibere assembleari;

b)     la determinazione dei contributi associativi di prima iscrizione e/o annuali, necessari a sostenere economicamente l’attività dell’associazione;

c)     l’accoglimento o il rifiuto delle domande di iscrizione e le decisioni relative alla perdita della qualità di socio;

d)     le delibere relative alla cessazione del rapporto associativo.

e)     la programmazione delle attività dell’associazione e presentazione dei bilanci consuntivi e preventivi, da sottoporre all’approvazione dell’assemblea dei soci.

Le deliberazioni del Consiglio sono valide con la presenza della maggioranza dei Consiglieri in carica e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Non sono ammesse deleghe.

Le delibere del Consiglio Direttivo sono verbalizzate e opportunamente riportate nel libro delle delibere dell’organo amministrativo.

Il Consiglio Direttivo può delegare alcune delle proprie attribuzioni relativamente alle attività di ordinaria amministrazione a uno o più consiglieri con le cariche di Tesoriere e di Segretario. Nella relativa delibera di nomina sono stabiliti i poteri delegati, che possono essere in qualunque momento revocati ed avocati a sé dal Consiglio.

Art. 12 – Presidente

Il Presidente dell’Associazione viene eletto dall’assemblea dei soci, in sede di elezione del Consiglio Direttivo.

Il Presidente rappresenta l’Associazione e compie tutti gli atti giuridici che impegnano l’Associazione.

Egli presiede l’Assemblea degli associati e il Consiglio Direttivo, ne cura l’ordinato svolgimento e provvede che le deliberazioni prese vengano attuate.

In caso di assenza o di impedimento del Presidente lo sostituisce il Consigliere più anziano.

Art. 13 – Organo di controllo

L’assemblea dei soci può nominare un revisore contabile al quale attribuire la funzione di controllo dei conti e di revisione del bilancio.

Art. 14 – Cariche sociali e compensi

I compensi spettanti per le cariche sociali sono stabilite nella relativa delibera di nomina.

Ai membri del Consiglio Direttivo può essere attribuito un emolumento a titolo di gettone di presenza, oltre al rimborso delle spese effettivamente sostenute, nell’espletamento dell’incarico.

Al Presidente può inoltre essere attribuito un emolumento in relazione al proprio incarico ed attribuzioni istituzionali, oltre al rimborso delle spese effettivamente sostenute, nell’espletamento dell’incarico.

E’ in ogni caso vietata la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo, ove istituito, di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal d.P.R. n. 645/94 e dal D.L. 239/1995, convertito dalla legge 03/08/95, n. 336, per il presidente del collegio sindacale delle società per azioni.

Titolo V – Patrimonio – Esercizio Finanziario

Art. 15 – Patrimonio

Il patrimonio dell’Associazione è costituito:

1)   dal fondo di dotazione, il quale costituisce il fondo che si intende stabilmente destinato al perseguimento dei fini istituzionali; tale fondo è costituito dalla dotazione iniziale dell’associazione e da ogni ulteriore somma destinata ad incremento del fondo medesimo fino al raggiungimento di euro 10.000=;

2)   dal fondo patrimoniale vincolato, costituito dalle somme per le quali, per espressa delibera del Consiglio direttivo in tal senso, o per vincolo imposto da eventuali terzi donatori, sia imposto un espresso vincolo di destinazione;

3)   dal fondo patrimoniale libero, costituito da ogni ulteriore riserva, liberamente disponibile.

Art. 16  – Risorse economiche

L’Associazione trae le risorse economiche per il suo funzionamento e per lo svolgimento della propria attività:

1)   dalle quote associative;

2)   da contributi e donazioni mobiliari ed immobiliari, da parte di enti pubblici e privati e da parte di persone fisiche, nonché oblazioni, legati ed erogazioni da parte dei soci e di quanti intendano sostenere gli scopi dell’Associazione;

3)   dall’esercizio delle attività istituzionali e connesse, esercitate nei limiti di legge e conformemente a quanto previsto dall’art. 4 dello statuto;

4)   da ogni provento derivante dai frutti civili inerenti i beni finanziari o patrimoniali dell’associazione;

5)   dalle entrate derivanti da attività occasionali di raccolta fondi;

Il Consiglio Direttivo stabilisce annualmente la quota di versamento minimo da effettuarsi all’atto dell’adesione all’Associazione da parte di chi intende aderire all’Associazione nonché, eventualmente, la quota associativa annuale dell’Associazione, a carico di tutti i soci anche già iscritti.

Art. 17 – Esercizio finanziario

L’esercizio finanziario dell’Associazione è annuale e decorre dal 01 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Il primo esercizio si chiude il 31/12/2008.

Ogni anno deve essere redatto dal Consiglio Direttivo il bilancio della gestione dell’Associazione che è approvato dall’Assemblea entro il 30 giugno successivo alla chiusura dell’esercizio finanziario.

L’Associazione prevede espressamente il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura. Tale divieto opera sia durante la vita dell’associazione, sia in caso di scioglimento del rapporto associativo, per qualsiasi causa. L’Associazione prevede espressamente l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse, come precisato al precedente articolo 4.

Titolo VI – Convenzioni

Art. 18 – Convenzioni

Le convenzioni tra l’Associazione e gli enti pubblici o altri enti e soggetti sono approvate con deliberazione del Consiglio Direttivo.

Titolo VII – Scioglimento e rinvio

Art. 19 – Scioglimento

In caso di scioglimento dell’Associazione, l’Assemblea in seduta straordinaria deve nominare i liquidatori scegliendoli preferibilmente fra i soci, nonché stabilire le modalità della liquidazione. Lo scioglimento dell’associazione è deliberato con il voto favorevole di almeno i tre quarti dei soci.

L’assemblea che delibera lo scioglimento dovrà altresì prevedere la devoluzione del patrimonio residuo ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo che una diversa destinazione non sia imposta dalla legge.

Art. 20 Controversie

Per ogni controversia concernente l’interpretazione del presente statuto è competente il Foro di Bologna.

Art. 21 – Rinvio

Per quanto qui non espressamente regolato si fa integrale rinvio alle norme di cui agli artt. 36 e ss. del codice civile, e al D.lgs. 460/97.

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Master in Sistemi Sanitari, Medicine
Tradizionali e Non Convenzionali
Anno Accademico 2016-17
Università di Milano-Bicocca
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